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This is Contemporary - dove vanno i musei e i centri di arte contemporanea italiani?


ARTissima14 - Speciale This is Contemporary.mp3
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15 NOVEMBRE 2007
Un incontro con Fabio Cavallucci, Pier Luigi Sacco, Anna Mattirolo, Catterina Seia e Adriana Polveroni

Pier Luigi Sacco - Noi dobbiamo smettere, e questo vale soprattutto per i musei di arte contemporanea italiani, di ragionare sui numeri in quanto tali e dobbiamo iniziare a chiederci quale è il senso e la qualità dell'esperienza che si fa nei musei...il fatto che i sistemi locali vadano a chiedere ai direttori di musei "ma tu quanta gente hai portato al museo quest'anno?" è la domanda sbagliata. Il punto è quante volte ci sono venute quelle persone, che tipo di risultati abbiamo ottenuto, stiamo costruendo un sistema di attori che potranno far si che questo territorio sviluppi una prospettiva evoluta sul ruolo della cultura nel suo modello di sviluppo? Queste sono le domande da farsi".

Catterina Seia - Perchè un'azienda o un grande gruppo si deve avvicinare a luoghi in cui si produce pensiero? Perchè quando c'è un grande museo
ci sono nuove idee, c'è una nuova energia che attraversa il territorio
e questi sono elementi fondamentali per lo sviluppo sostenibile e quindi le imprese che agiscono in quel territorio sono interessate a prenderne parte...
Non significa però che l'impresa debba contaminare le scelte scientifiche artistiche, l'indirizzo e l'identità di un museo...in questo senso rivedrei il concetto di mecenatismo in una logica nuova di partnership di lungo periodo"



Di cosa parliamo quando parliamo di musei? Come si configurano i luoghi dell'arte in Italia e all'estero? Come si sta evolvendo il museo d'arte contemporanea?
A queste domande cerca di rispondere "This is Contemporary",la recente ricerca di Adriana Polveroni pubblicata da Franco Angeli.
Un tentativo, il suo, di scattare un'istantanea di un processo evolutivo inarrestabile, quello del museo d'arte contemporanea che cambia perchè
cambia il pubblico, perchè cambia qualitativamente e quantitativamente l'offerta culturale ma soprattutto perchè cambia l'arte contemporanea.

Quali sono le scelte da adottare affinché il museo non rimanga un contenitore surperfluo? E quale è l'orizzonte per la fuoriuscita del museo nel territorio?
Cosa si intende per reality dell'arte? Quali sono le ragioni per le quali si può parlare di "musei fotocopia" e di "neocolonialismo culturale"?

Di questo hanno parlato a Torino, ad Artissima, Fabio Cavallucci, Pier Luigi Sacco, Anna Mattirolo, Catterina Seia e Adriana Polveroni.


Lo speciale è accompagnato da Happy Flingi di My first Trumpet, scaricabile dal sito aerotone.de e da Connie's Swing di Koshka e French Toast di Foley, scaricabili da BeatPick.com.


Clicca qui per scoprire gli altri contributi raccolti ad Artissima 14.


Questa opera è prodotta da Radio Papesse, un progetto di Ilaria Gadenz, Carola Haupt e Cristiano Magi

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