Dal 2001 ad oggi più di un milione di persone si è cimentato con i test di
alllooksame.com, il sito creato dal giapponese Dyske Suematsu e che mette alla prova la nostra abilità nel riconoscere, dai tratti fisiognomici, un coreano da un cinese e un cinese da un giapponese. All'occhio occidentale le sembianze asiatiche si confondono in un unico idealtipo dagli occhi a mandorla. Di qui in poi però le diversità si sciolgono in un unico stereotipo.
Intento dela mostra Alllooksame, da poco aperta alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, è al contrario quello di far emergere, attraverso le opere di quaranta artisti, le diversità tra Cina, Corea e Giappone, quelle differenze che ai nostri occhi si assomigliano e si confondono nel caotico sviluppo asiatico.
Corea, Cina, Giappone dunque: l'Asia che cambia, cresce, più vicina all'occidente ma sempre legata alle proprie radici culturali, un universo in continua trasformazione politica, economica e sociale. Un universo popoloso, visto e analizzato da quaranta artisti diversi per backround, origine e linguaggio artistico. Tra questi Makoto Aida, giapponese, con il suo video formato Al Jazeera, di un improbabile Bin Laden rifugiato in Giappone e ubriaco da troppo sakè. Yang Zhenzhong, cinese, con i suoi 1500 impiegati della Siemens Mobile Comunications. Il coreano Lee Hyungkoo e le sue sculture che riproducono gli scheletri dei personaggi dei fumetti occidentali come Willy Coyote e Bugs Bunny e ancora Cao Fei, cinese, con Hip Hop New York e Liu Ding, Chen Quilin, Kim Kira.
Con Maria Vittoria Martini cerchiamo di capire e riconoscere le peculiarità degli artisti in mostra.
Questa opera è prodotta da Radio Papesse, un progetto di Ilaria Gadenz, Carola Haupt e Cristiano Magi