Etel Adnan - It is very difficult not to be who you are

INTERVISTE

I think in art - like in your everyday lif - is very difficult not to be who you are. [Etel Adnan]

Colorist are epic poet. [Charles Baudelaire] 

Ho scoperto il lavoro di Etel Adnan nel 2012 alla Documenta di Kassel. Non sapevo fosse ottuagenaria, non sapevo fosse una poetessa, non sapevo fosse libanese, metà turca metà greca, non sapevo della sua decennale vita in California. Semplicemente non sapevo chi fosse ma quella sala della Documenta Halle è stata una vera, inaspettata e incredibile scoperta: la pulizia formale dei suoi paesaggi astratti – quasi rarefatti – mi hanno affascinato e commosso.

Quando l’ho incontrata, un paio di settimane fa, a San Gimignano, alla Galleria Continua, a stento ho contenuto l’emozione.

To do the leporellos for me is cinematic. [Etel Adnan]

I discovered that writing is drawing, I like manuscripts in languages I don't know because they are drawings. I was happy the day I discovered that the act of writing is an act of drawing. [Etel Adnan]

Abbiamo parlato dei suoi leporello – quel particolare tipo di taccuino giapponese a soffietto – un formato che ha usato a partire dagli anni 60 e che si prestano come spazio ideale per la sua negoziazione tra scrittura e disegno, laddove ogni esitazione è negata, dove il tempo della narrazione visiva è espansa. I quattro leporello che presenta a San Gimignano non hanno le dimensioni classiche da cartolina, piuttosto le pagine si sviluppano in altezza, quasi volessero assecondare i ritratti che Etel Adnan ha tracciato in bianco e nero e che parlano delle torri, delle architetture, delle geometrie di San Gimignano. Qualcosa di ben diverso dai colori accesi che catturano la forza della natura californiana.

Non so come, ma siamo finite a parlare di educazione, di Aristotele, di sua madre e di quella suora che a scuola, quando era bambina la espulse dalle lezioni di arte dicendole "tu e l’arte non avete nulla a che fare"... 

Etel Adnan, poetessa, scrittrice, saggista e artista visiva, è nata a Beirut nel 1925 da padre siriano musulmano e madre greca cristiana. Beirut e Damasco sono stati i paesaggi della sua infanzia, la Francia e gli Stati Uniti i paesi in cui ha studiato e lavora. Adnan è considerata uno dei più importanti rappresentanti della "diaspora araba", e pioniera del processo di emancipazione femminile. Il suo interesse per l'arte visiva si è sviluppato durante gli anni della guerra d'indipendenza algerina, quando scrivere in francese aveva implicazioni politiche che l'artista, per solidarietà con i ribelli, ha rifiutato di abbracciare. I suoi primi dipinti risalgono al 1958, in un momento in cui Adnan si era da poco trasferita a San Francisco e insegnava filosofia presso l'Università della California.

 

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