Carlos Amorales | beyond control: encryption-decryption

Life in the Folds @ 57. Biennale di Venezia

INTERVISTE

"Carlos Amorale presenta un'opera multidisciplinare, risultato di lunghe ricerche sul linguaggio e sui processi di codificazione che lo rendono intelleggibile. Da ritagli di carta astratti, l'artista crea un alfabeto illeggibile, lo sviluppa in una serie di ocarine, strumenti a fiato ini ceramica che emottono un suono specifico per ogni lettera. Amorales compone un nuovo unicverso basato sulla creazione di un linguaggio astratto. La siposizione visiva delle lettere dell'alfabeto astratto ha dato vita a una serie di caratteri figurativi, che si esibiscono in un teatro in miniatura parlando per mezzo dei suoni sprigionati dalle ocarine. Un film analizza le conseguenze dell'inadeguatezza dello Stato e della società attraverso la storia di un linciaggio, sottolineando un percorso dalla tipografia alla fonetica."

[da: Viva Arte Viva. Biennale Arte 2017. Guida Breve]

 

Life in the Folds è il lavoro con cui Carlos Amorales ha rappresentato il Messico alla cinquantasettesima Biennale di Venezia. A leggere la descrizione di catalogo sembrerebbe un "semplice" lavoro sul linguaggio, eppure, entrando nel Padiglione del Messico è subito evidente la complessa stratificazione di significati portati da Amorales e dai suoi collaboratori all'Arsenale di Venezia.

"I’ve researched the way in which writing is encrypted by inventing a form of abstract typography as a strategy to preserve contents that would be silenced if they were in legible form. For the Mexican Pavilion at the Biennale Arte 2017 I encoded the alphabet as a formal language, starting off with abstraction until I got to a level of figuration where communication can occur openly.

Life in the Folds is based on the title of a book by Henri Michaux. This title evokes an image that is about being between things: between the pages of a book or a newspaper, between countries and cultures, between opposed ideologies, between oneself and the other. This “being between” has been the focus of my artistic exploration: masks, whether taken literally or as visual language, placed like a membrane between conflicting contexts."

 

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