The most revolutionary deed is and remains to state things as they are. [Rosa Luxemburg]

Truth begins with an axiom of truth. It begins with a decision, a decision to say that the event has taken place. [Alain Badiou]

It may seem strange to you here, especially the many of you who lost members of your family, but all over the world there were people like me sitting in offices, day after day after day, who did not fully appreciate the depth and the speed with which you were engulfed by this unimaginable terror. [Bill Clinton, Kigali, 1998]

 

Alfredo Jaar - We Wish To Inform You That We Didn't Know (2010), still da video. 



La prima volta in Ruanda è stata nell'agosto del 1994, a poche settimane da uno dei più sanguinari genocidi, dalle fosse comuni, dallo sterminio pianificato di quasi un milione di persone. In tre mesi, dal 6 aprile 1994 - giorno dell'assassinio del presidente ruandese Juvénal Habyarimana - la Guardia Presidenziale e i gruppi paramilitari Interahamwe e Impuzamugambi hanno ucciso quasi 300 persone all'ora, con una velocità inaspettata, con la ferocia di machete e bastoni chiodati. Una caccia al Tutsi, all'uomo, alla donna e ai bambini, alimentata dai messaggi di Radio Libre Milles Collines - la radio del genocidio - e ignorata dalle Nazioni Unite, ree di un imperdonabile silenzio.


La prima volta di Alfredo Jaar in Ruanda è stata nell'agosto del 1994. Da allora, fino al 2000, il Progetto Ruanda si è sviluppato in ben 25 lavori di cui il più noto rimane The eyes of Gutete Emerita, un lavoro del 1996. 
Oggi, a sedici anni dal genocidio, Jaar torna a parlare di Ruanda; lo fa con il video We wish to inform you that we didn't know, un lavoro che parla del silenzio della comunità internazionale di fronte al massacro, che unisce testimonianze video di sopravvissuti, estratti audio di Radio Libre Milles Collines, immagini dei molti memoriali spontanei composti dalla popolazione ruandese con gli abiti delle vittime; un lavoro che espone l'ipocrisia dell'amministrazione statunitense, di Bill Clinton e della sua delegata alle Nazioni Unite, Madeline Albright, che ne sottolinea la complicità, mandando in loop, per tre volte uno dei passaggi più cinici del discorso che lo stesso Clinton fece a Kigali, quattro anni dopo il genocidio.

 

Un mea culpa quello di Clinton che, sebbene non ammetta mai direttamente di esser stato a conoscenza, non riesce tuttavia a negare il colpevole silenzio di una nazione che come dice Philip Gourevitch, rappresenta "the 800-pound gorilla that sits where it wants and can bend others to its will".



Con Jaar - dopo il nostro primo incontro nel 2009 a Venezia, dove presentava Le ceneri di Pasolini - abbiamo parlato delle ragioni che lo hanno spinto a tornare sulla vicenda ruandese, della responsabilità morali degli intellettuali di dire le cose come stanno, della necessità di occupare ogni spazio libero per ri-fondare le basi di un dibattito che non sia marginalizzato o del tutto ignorato.  Così nasce anche The Marx Lounge, - l'altro progetto presentato alla Biennale di Liverpool - una sala di riposo che assomiglia tanto a un salotto quanto a un boudoir borghese, in cui riappropriarsi degli strumenti per un dibattito culturale e politico, in cui leggere saggi, testi seminali e nuove teorie filosofiche ed economiche che da Marx traggono origine rileggendolo però con grammatiche aggiornate.



Alfredo Jaar, The Marx Lounge, Liverpool 2010.



Autore di We Wish To Inform You That Tomorrow We Will Be Killed With Our Families, Philip Gourevitch spiega in questa intervista, quali siano state le premesse, l'efferatezza e la violenza del genocidio ruandese, quali le ragioni alla base del conflitto tra Tutzi e Hutu, quali le decisioni politiche internazionali e come sia stato possibile il complice silenzio delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti. Per chi vuole conoscere cosa accadde nei 100 giorni ruandesi, in questa intervista trova molte risposte. 


Il News from Nowhere Bookshop è una libreria indipendente di Liverpool. Si trova al 96 di Bold Street, fulcro decennale di una comunità attiva di lettori e attivisti. Alfredo Jaar la definisce miracolosa e l'ha coinvolta nel progetto The Marx Lounge. Molti dei libri selezionati per la sala lettura provengono proprio da lì. 



Sul sito del Miller Center of Public Affair della University of Virginia, potete trovare trascrizioni, video e audio dei discorsi dei vari Presidenti degli Stati Uniti. 



Verso Books, una delle più rispettate case editrici indipendenti del mondo anglosassone, festeggia quest'anno i suoi 40 anni. Verso Books è il project sponsor di The Marx Lounge.



*The beauty of commitment è il titolo di una conferenza che si è tenuta lo scorso 18 settembre alla Liverpool John Moore University Art and Design Academy e alla quale hanno partecipato, oltre ad Alfredo Jaar, Will Kwan e i Freee Collective.

 

 

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